Clienti e fedeltà

Viene ogni giovedì da sei anni
e non gli hai mai dato niente

Quante volte è venuto, quante ha bidonato, cosa gli avevate scritto l'ultima volta. E i punti che si è guadagnato senza che nessuno glieli contasse.

Quello che oggi ti ricordi a memoria

Quattro cose che vorresti sapere
mentre hai il telefono in mano

Le sai per i venti clienti che vedi ogni settimana. Per gli altri trecento, no. E sono quelli su cui si perdono i soldi.

«Questo è già venuto?»

Quante volte, l'ultima quando, e quanto ha lasciato. Il conto si rifà ogni volta che apri la scheda, quindi non è un numero scritto tre anni fa da qualcuno.

«Questo mi ha già bidonato?»

Accanto alle visite c'è quante volte ha prenotato e non si è presentato. Se è successo due volte lo vedi prima di dargli il tavolo da dieci di sabato.

«Cosa gli avevamo detto?»

Le note che vi siete scritti fra voi: vuole il tavolo in fondo, la figlia è celiaca, quella volta è andata storta e gli avete offerto il dolce. Le legge solo chi lavora con te.

«Da quanto non si fa vedere?»

Quello che veniva ogni due settimane e da otto mesi non c'è più. Non te ne accorgi mai, perché chi manca non fa rumore.

Il martedì di gennaio

Hai la sala vuota
e trecento indirizzi nel cassetto

Sono le persone che sono già venute e si sono trovate bene. Scrivergli costa niente, e sono l'unico posto dove sei sicuro di trovare gente che ti conosce.

Scrivi solo a chi ti serve

Ti fai le tue etichette (i vegetariani, quelli del pranzo di lavoro, chi viene con i bambini) e mandi la mail solo a quelli. Non a tutti e trecento.

Chi non torna da un po', richiamalo da solo

Imposti una volta che a chi manca da sessanta giorni parta una mail, e poi parte per sempre senza che tu ci pensi. Lo stesso per il compleanno e per la prima volta che uno viene.

La recensione la chiede lui

Qualche giorno dopo la cena arriva la mail con i pulsanti di Google e TripAdvisor. Parte spenta, e va solo a chi si è davvero seduto da te.

E vedi chi ha aperto e chi ha cliccato, col nome. Non una percentuale: i nomi. Le aperture finte dei filtri antivirus non vengono contate, quindi il numero è più basso di quello che ti darebbero altrove, ed è vero.

La tessera di cartone

Quella con i timbri
la perdono tutti

E quando la perdono, o quando il timbro l'hai messo storto, la discussione alla cassa te la fai comunque.

I punti stanno sulla mail

Non su un cartoncino. Se non se la ricorda, dà il numero della tessera in cassa e lo trovi lo stesso.

Ogni punto ha una riga

Quando è arrivato, perché, e quando l'ha speso. Se contesta il conto, glielo fai vedere invece di discutere.

Il premio se lo prende lui

Dal telefono, quando ci arriva. E se vuoi aggiungergli punti a mano perché quella sera è andata storta, puoi, e resta scritto il motivo.

La domanda che vale l'anno prossimo

Quei trecento nomi,
di chi sono?

«Abbiamo appena fatto togliere il tasto prenota ora sulla pagina Google che rimanda a TheFork, e stiamo seriamente pensando di toglierci.»

Un ristoratore su Threads, 22 gennaio 2025

Quell'elenco sta dentro il tuo sito, insieme alle tue foto e al tuo menù. Da noi non passa: non lo vediamo e non possiamo venderlo a nessuno, perché gira a casa tua e noi non abbiamo modo di entrarci.

Il giorno che cambi idea non devi chiedere l'esportazione a nessuno. Ce l'hai già. E il 1° ottobre di quest'anno, quando a quasi seimila ristoranti italiani si spegne il gestionale che usavano, quella differenza si vede tutta.

Il passaggio

L'elenco che hai adesso
lo porti dentro così com'è

Scarichi il file dal sistema vecchio e lo carichi qui. Le colonne le legge da solo, e prima di scrivere qualcosa ti fa vedere come le ha capite: se il telefono è finito nella casella sbagliata te ne accorgi subito, non tre settimane dopo.

E se lo ricarichi due volte per sbaglio, non ti ritrovi tutti doppi.

Dal 13 settembre,
gratis

Lasci la mail e quel giorno ti arriva il link per scaricarlo. Niente carta di credito, nessuno che ti richiama.