Durante il servizio

Arrivi alle sette
e sai già com'è la serata

Apri il telefono e trovi chi arriva, a che ora e a quale tavolo. Nessuno deve chiedertelo, e tu non devi ricordartelo.

Le otto e mezza

Hai le mani piene
e qualcuno ti chiama dalla sala

Nel mezzo del servizio non ti fermi a compilare niente. Le cose da fare sono due, e si fanno con un dito mentre cammini.

«È arrivato»

Un tocco sul nome e il tavolo risulta occupato. Chi lo guarda dopo di te vede che sono già seduti, e smette di tenere quel tavolo bloccato per un'altra ora.

«Tavolo libero»

Un altro tocco quando si alzano. Da quel momento quel tavolo torna disponibile, anche per chi sta prenotando dal sito in quel secondo.

E la serata la vedi come una tabella

Tavoli in verticale, orari in orizzontale, un quarto d'ora per casella. Dove è vuoto c'è posto. Tocchi la casella vuota e ci metti dentro chi ha appena telefonato, senza cercare niente.

Sabato, nove e un quarto

Sei pieno, e sulla porta
ci sono altre sei persone

Se dici «venti minuti» e poi sono quaranta, quelli se ne vanno arrabbiati. Se dici «no» e basta, se ne vanno e non tornano. Nel frattempo ti stanno in mezzo all'ingresso.

Lasciano il nome e vanno a fare un giro

Gli fai inquadrare un QR e da lì in poi si guardano l'attesa dal loro telefono. Quando il tavolo è pronto la pagina cambia colore.

«Venti-trenta minuti», mai «venticinque»

Un numero secco lo sbagli sempre. Una forbice la mantieni. E il conto lo fa su quando i tuoi tavoli si liberano davvero, non su una media.

La coppia non aspetta dietro gli otto

Chi aspetta un tavolo da due sta in fila solo con chi aspetta tavoli da due. La tavolata davanti non gli allunga l'attesa.

Se si stanno liberando tre tavoli da quattro

Il gruppo da dieci non si sente dire «non c'è posto»: quei tre tavoli accostati bastano, e tu vedi quali sono.

Li hai chiamati e non si sono presentati

Dopo dieci minuti te lo ricorda, perché nel mezzo del servizio te ne dimentichi e quel tavolo resta lì fermo.

In cucina

Il cuoco non guarda
nessuno schermo

Stampi il foglio della serata e lo appendi al passe. Diviso per turno, con le allergie in grande. Lui ha le mani in pasta e alza gli occhi: quanti ne arrivano, a che ora, e chi non può mangiare cosa.

E la mattina, prima di aprire, ti arriva una mail con la giornata: quanti coperti, chi non ha ancora confermato, le allergie e le tavolate grosse.

Chi vede cosa

Al cameriere dai la sala,
non le chiavi di casa

Chi lavora il sabato non ha motivo di sapere quanto hai incassato, né di avere in mano l'elenco di tutti i tuoi clienti con i numeri di telefono.

Il cameriere

Vede la sala, le prenotazioni e gli ordini. Incassi e clienti no.

Il direttore

Vede tutto quello che serve a mandare avanti la baracca, numeri compresi.

Il fattorino

Dove deve andare e chi lo aspetta. Basta e avanza.

Tu

Decidi tu che ruolo ha ciascuno. La password se la sceglie lui, e il giorno che se ne va gliela togli.

Dettagli che contano solo quando sei sotto

Le tre cose che di solito
si scoprono troppo tardi

In cantina il telefono non prende

Si apre lo stesso. E se la linea cade te lo scrive, così non stai lavorando su una lista di ieri senza saperlo.

Nessuno si ricorda un indirizzo web

Si aggiunge fra le app del telefono, con il tuo logo. Si apre come si apre WhatsApp.

Il telefono ce l'ha già in tasca

Non serve comprare tablet. Funziona su quello che usa tutti i giorni, e su qualsiasi marca.

Dentro ci sono trentadue schermate in tutto, e non devi impararle. Il cameriere ne usa due, il cuoco un foglio stampato, e tu apri le altre quando ti servono. La sera che sei sotto, quelle che contano sono due.

Dal 13 settembre,
gratis

Lasci la mail e quel giorno ti arriva il link per scaricarlo. Niente carta di credito, nessuno che ti richiama.