Prenotazioni

Le nove e mezza,
e il tavolo è ancora lì

Qualcuno lo ha guardato alle undici di sera dal divano, ha visto che era libero e lo ha preso. Senza chiamarti, senza svegliarti, e senza che tu paghi qualcuno per avertelo detto.

Prima di tutto il resto

Su chi ti conosce già
stai pagando due volte

Quello che viene da te ogni due venerdì sa dove sei, ha il tuo numero, e prenota dal portale solo perché è l'unico posto dove può farlo senza telefonare. Quella prenotazione la paghi come se te l'avessero portata.

«A conti fatti ci guadagno di più ad avere il tavolo vuoto.»

Carlo Devisu, Trustpilot, 10 marzo 2026

YummyIt non ti porta gente nuova. Serve a smettere di pagare su quelli che ci sarebbero venuti comunque.

Sabato sera

Quattro modi
di rovinarsi una serata

Li conosci tutti. E sono anche i quattro punti in cui prenotare dal sito, se è fatto male, ti fa più danno del quaderno.

Alle 21:00 arrivano in dodici insieme

Hanno prenotato in quattro momenti diversi e nessuno se n'è accorto. La cucina va sotto, e due tavoli mangiano freddo.

Qui decidi tu quante persone accettare per ogni mezz'ora. Chi prenota per le 21:00 quando è pieno vede le 21:30, e ti arrivano distribuiti.

Il tavolo grande l'hai dato a due persone

Erano le otto, era libero, ci sono andati. Alle nove telefona il gruppo da otto e devi dire di no, con quattro coperti seduti su otto posti.

Qui a chi prenota per due tocca il tavolo più piccolo dove ci stanno. Quello da otto resta libero finché non serve davvero.

Hai promesso le 21:00 su un tavolo che si alza alle 20:55

Cinque minuti sulla carta. In sala sono venti: devono finire il caffè, pagare, alzarsi, e tu devi rifare il tavolo.

Tu gli dici quanto stanno seduti da te e quanto ci metti a rifare. Il sito propone le 21:00 solo se alle 21:00 quel tavolo è davvero pronto.

Lo stesso tavolo l'hai dato a due persone diverse

Uno ha prenotato dal sito, l'altro ha telefonato, e in mezzo c'erano trenta secondi. Te ne accorgi quando arrivano tutti e due.

Qui il secondo non riesce a prenderlo. Nel momento in cui il primo conferma, quel tavolo è suo, anche se l'altro sta premendo il pulsante nello stesso secondo.

Il tavolo da dieci delle 20:30

Non si presenta nessuno,
e hai messo la persona in più

Puoi chiedere una caparra. Ma se la chiedi anche ai due che vengono il martedì, quei due non prenotano più.

Decidi tu da quante persone in su scatta. Sotto quel numero il cliente prenota e basta, non gli viene chiesto niente e non se ne accorge nemmeno. Sopra, gli chiedi quello che ti serve: una cifra secca, tot euro a testa, o una percentuale di quanto si spende da te.

E se disdice per tempo il rimborso parte da solo. Se disdice all'ultimo, tieni la parte che avevi scritto: la regola lui l'ha letta prima di prenotare, non gliela scopri addosso il giorno dopo.

Il resto

Cose piccole
che tolgono telefonate

Il lunedì non esiste

Chi guarda il calendario non lo vede proprio, e non ti chiama per chiedere se siete aperti.

Le ferie le metti a giugno

E chi prenota ad agosto trova chiuso senza che tu debba ricordartene ogni mattina.

L'ultimo ingresso

La cucina chiude alle 22:30, l'ultimo tavolo entra alle 21:45. Sono due cose diverse, e lui capisce la seconda.

Il promemoria il giorno prima

Parte da solo, con il tuo nome. Il testo lo riscrivi come lo diresti tu.

«Restano pochi posti»

Quando la serata si sta riempiendo, chi guarda lo legge in cima. Lo accendi tu, e sparisce quando sei pieno.

Il cenone ha regole sue

Menù fisso scritto, minimo e massimo di persone, caparra. E i posti si contano a persona, non a prenotazione.

Una differenza che si vede dopo un anno

Quei nomi finiscono
a casa tua

Ogni prenotazione lascia un nome e un numero dentro il tuo sito, insieme alle tue foto e al tuo menù. Non su un portale che te li mostra finché paghi.

Il giorno che cambi idea non devi chiedere l'elenco a nessuno, perché ce l'hai già. E se sparissimo noi, il sabato sera continueresti a prendere prenotazioni come la sera prima: il programma sta sul tuo sito, e da spegnere non c'è niente.